• Da Corriere delle Alpi del 07/03/2013 di Stefano Vietina

    Nasce un ponte enologico tra Venissa e Vigna 1350
    Il vigneto più profondo del mondo e quello più elevato d’Europa danno vita a un progetto che punta tra l’altro a individuare percorsi abbinati al turismo.

    CORTINA. Cortina e Venezia presto unite anche sotto il segno del vino.
    Un ponte enologico, come ha avuto modo di sottolineare Gianluca Bisol, fra «il vigneto più profondo del mondo, quello di Venissa, e quello più elevato d’Europa, ovvero Vigna 1350». Due realtà che saranno protagoniste a giugno alla seconda edizione di “GustoCortina”.
    Vigna 1350 nasce alle pendici del monte Pomagagnon, in località La Vera, dove è stato allestito quello che attualmente è il vigneto più alto d’Europa, proprio a 1.350 metri di altitudine. Un’idea che è figlia della passione dell’ampelologo (studioso della coltivazione e dei prodotti della vite) Francesco Anaclerio, dell’enologo Gianfranco Bisaro, di Federico Menardi Comin (membro dell’Accademia della Cucina italiana e inventore di “Vino Vip”), e del mastro vinaio Fabrizio Zardini, consulente vitivinicolo in Italia e all’estero; l’iniziativa è inoltre e appoggiata dalle Regole d’Ampezzo.
    Il progetto vuole anche riscoprire antiche competenze artigianali legate alle tradizioni ed alla coltivazione, nonché individuare nuovi percorsi gastronomici.
    Venissa, sull’altro fronte di questo originale gemellaggio, è un’idea della famiglia Bisol, gli storici viticoltori di Valdobbiadene, per recuperare l’antico vitigno autoctono Dorona di Venezia, detto anche Uva d’Oro per il brillante colore dei suoi acini; una pregiata uva da vino e da tavola che in questi ultimi anni è stata accuratamente selezionata da antichissimi vigneti lagunari, rimasti miracolosamente in vita nel corso dei secoli, e che è stata reimpiantata negli ultimi anni nella Tenuta Scarpa-Volo nell’isola di Mazzorbo, vicino a Burano.
    Una vigna che cresce a stretto contatto con il particolare ambiente lagunare e che da esso trae alcune caratteristiche del tutto eccezionali.
    Grazie a queste peculiarità introvabili nel resto del mondo, l’uva Dorona è divenuta la base perfetta per la creazione di un vino tanto raro quanto prezioso, Venissa appunto.
    Bisol e Zardini hanno anche lanciato il progetto “Adotta una vite”, attraverso il quale enti, aziende e privati possono sostenere Vigna 1350 di Cortina: è possibile cioè adottare un filare o una singola barbatella (così viene chiamata dai tecnici la giovane pianta di vite) acquistando (al prezzo di 130 euro) un certificato sul quale sono riportati numero e posizione, contribuendo così all’iniziativa, che non ha scopo di lucro, ma esclusivamente mira a sperimentare tecniche di coltivazione della vite in montagna, in collaborazione con l’Università di Udine. Sulla mappa virtuale posta sul sito www.adottaunavite.it e sulla recinzione del vigneto verranno apposti i nomi degli appassionati che avranno sottoscritto l’adozione e che saranno periodicamente informati sui momenti più importanti della stagione vinicola: una web cam monitorerà in tempo reale il vigneto, in modo che coloro che avranno risposto alla richiesta di adozione possano avere il loro “bimbo” sempre sott’occhio. Una quarantina, al momento, i sottoscrittori. GustoCortina ha inoltre creato il “Cortina Wine Club – Vini Estremi”, che si pone come obiettivo la scoperta, la conoscenza e la degustazione dei vini, nati da luoghi estremi, del quale fanno parte di diritto tutti coloro che avranno adottato una barbatella di Vigna 1350.

    http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/03/07/news/nasce-un-ponte-enologico-tra-venissa-e-vigna-1350-1.6660404