• Da “Italiaatavola.net” del 18/06/2013

    Vini in degustazione a Gusto Cortina unici, l’Amarone e lo Champagne Encry.

    In occasione di GustoCortina 2013 sono state degustate varie annate e tipologie di vino. Si parte da Bordeaux con i vini dello Château Branaire-Ducru, si prosegue con l’Amarone e si termina con uno Champagne Encry

    Una verticale storica di Chateau Branaire-Ducru condotta da Ian D’Agata wine writer e critico enologico, responsabile per l’Italia e Bordeaux dell’International Wine Cellar di Stephen Tanzere e di altre importanti riviste del settore e da Thibault Nguyen, direttore del portale enologico de Le Figaro Vin “L’Avis du Vin” , nato due anni fa con 300mila visite al mese.

    Siamo a Bordeaux precisamente nella regione del Médoc con i vini dello Château Branaire-Ducru, quatrième Cru classé, che si trova nella sottozona Saint-Julien, la più piccola della regione.

    Si tratta di una proprietà storica che risale al 1680, acquistata nel 1988 da Patrick Maroteaux, illuminato personaggio che con notevoli investimenti ha migliorato la qualità dei vini: la sua cantina è stata la prima che funzionava per gravità; il primo ad utilizzare barriques di Taransaud, nella zona di Cognac, che dal 1940 produce barrique artigianalmente, interamente a mano ed uno dei primi ad avere un laboratorio di analisi in cantina e soprattutto di ridurre le rese nel vigneto.

    L’azienda oggi è conosciuta dagli intenditori proprio per l’equilibrio e la complessità dei suoi vini che provengono da vigneti di circa 45 anni suddivisi in ben 70 parcelle su 50 ettari e si compongono per il 70% di Cabernet Sauvignon, 22% di Merlot, 5% di Cabernet Franc e 3% di Petit Verdot.

    Le annate presentate

    - 2010: note di violetta e pepe nero a cui si aggiunge frutta nera come il mirtillo, graffite e sentori di cioccolato e caffè. Tannini austeri, ma elegante, fresco ed equilibrato. Grande annata.

    - 2005: il naso gioca tra potenza ed eleganza, giustamente tannico, buona acidità che prolunga i profumi. Un vino strutturato, suadente di lunga durata. Grande annata.

    - 2003: l’annata particolarmente calda porta questo vino ad essere molto complesso. Tanti i profumi di fiori appassiti, la frutta diventa uno sciroppo di frutta nera. I tannini si fanno sentire. Un vino che ha ottenuto ben 95 punti da Parker.

    - 2001: annata importante, non famosa. I vini sono equilibrati con una bella nota floreale, buono il frutto. Elegante, raffinato, poco concentrato.

    - 2000: annata del millennio, molto calda. I sentori di cuoio lasciano il posto ad una buona frutta matura, spezie, nota di tabacco ed una bella acidità. Mancano i sentori floreali di violetta presenti nelle annate precedenti, perché manca il Petit Verdot. Bisogna ancora aspettare.

    - 1998: vino storico perché il primo prodotto dal nuovo proprietario. Non grande annata, vino piacevole, semplice con note di tabacco, erbe aromatiche e frutta nera poco concentrata. In bocca elegante, setoso con tannini morbidi.

    - 1995: concentrato al naso, la frutta è matura, si avvertono note di tabacco e liquirizia. L’acidità sostenuta lo rinfresca. Rustico nel finale. Sicuramente le rese più alte hanno contribuito a renderlo meno aggraziato.

    L’Amarone e le sue declinazioni
    Una conversazione che ci ha portato alla scoperta del territorio della Valpolicella con Alessandro Scorsone, grande comunicatore del vino.

    L’Amarone, grande fenomeno di culto con 13 milioni di bottiglie, viene prodotto in 19 comuni della fascia settentrionale della provincia di Verona con i vitigni corvina veronese, rondinella, molinara con la tecnica dell’appassimento.

    Sono stati 7 i vini assaggiati rigorosamente alla cieca per un vino di grande eleganza, bevibile, piacevole che ha sfumature molto diverse tra quelli di collina e quelli di pianura con alcolicità più sostenute. Rosso rubino intenso a volte tendente al granato, dalla spiccata personalità, sapore fortemente fruttato (ciliegia, amarena a volte sottospirito), tannini educati.

    Gli Amaroni degustati in ordine di servizio: Speri 2008, Corte Sant’Alda 2009, Campo Morar 2006, Ambrosan 2006, Massimago 2009, Venturini 2008, Buglioni 2007.

    Champagne Encry, un francese dal cuore italiano

    Con Alessandro Scorsone e Enrico Baldin della Maison Veuve Blanche Estelle siamo andati a scoprire questi eccezionali champagne che provengono da una delle zone più vocate, Mesnil-sur-Oger, un comune classificato 100% Grand Cru Blanc de Blancs, 20 km da Épernay, cuore della Côte des Blancs.

    Piccola realtà di soli 3 ettari di Chardonnay, i loro vicini di casa sono Krug e Selon, 25mila bottiglie, le prime bottiglie sono state commercializzate nel 2010, 4 prodotti in grande formato che sono stati degustati: Grand Rosè Prestige: 95% chardonnay e 5% Vin Rouge di Bouzy 36 mesi sui lieviti.

    Una bella beva, con l’eleganza dello chardonnay, poi entra il frutto rosso, fresco, minerale dal colore molto femminile, morbido, con freschezza e buona sapidità. Prodotto giovane. Niente legno per non globalizzare il sapore.

    Blanc de Blanc grand Cuvée: minerale, sapido, una bella eleganza della bollicina, dal colore intenso, bocca sapida.

    Millésime 2005: riposa sui lieviti per oltre 5 anni. Piccola annata, essenziale, fruttato, completo, riconoscibilità dello champagne, molto godibile. Elegante.

    Zéro Dosage: essenza di un grande Champagne, senza mediazioni. Interessante, solo acidità che deve trovare il palato che lo ama, austero, graffiante.

     

    DI PIERA GENTA

    http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=30469