• REBECCA MENARDI

    Studio dell’ opera “La Città Ideale” 1480-1490, scuola di Piero della Francesca, esempio di ordine, simmetria, armonia,
    Analizzando l’opera, l’occhio dell’osservatore si dirige immediatamenete verso il tempietto centrale , elemento che è stato estrapolato e utilizzato per lo studio del logo. Il superbo e misterioso “pannello di pioppo” sul quale è dipinta l’importante opera, è conservato nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, ed è uno dei capolavori più importanti del nostro Rinascimento. Il pensiero del Rinascimento è basato essenzialmente sulla Prospettiva.
    Descrizione dell’opera: L’ampio piazzale di marmo che si estende ed accoglie gli edifici di questa misteriosa città, muta e rigorosa, è diventatato la base sulla quale è stato costruito il vigneto, simmetrico, regolare che si apre a ventaglio alle porte del tempietto. Sulla parte in alto a sinistra, c’è un unico grappolo d’uva. L’insieme compositivo dà origine ad un ambiente metafisico e silenzioso.
    Le tre versioni del logo, sfondo nero, sfondo bianco e sfondo grigio sono state completate dall’inserimento della descrizione “La cantina di Prometeo”, in positivo e negativo. Il font utilizzato è “Hercolanum”.
    Sono state proposte due possibilità di composizione modulare di un particolare del logo proposto.
    La prima è un alternarsi a scacchiera, dell’elemento grappolo su sfondo nero, grigio e rosso.
    La seconda è la versione modulare, in negativo e positivo del tempietto.

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